Berlosco il tuo piano è andato in porto, farete bella coppia con il ceppalonico… elezioni subito!

 

Nel piano di Berlosco era tutto previsto. Il piano ebbe inizio con il disegno di legge n.3633 approvato il 14 dicembre 2005, la riforma della legge elettorale, successivamente denominata dal suo stesso relatore una”porcata”. Con questa legge Berlosco, che vedeva le quotazioni del CentroSinistra guidato da Prodi in forte ascesa, decise innanzitutto di limitare i danni che i 5 anni del suo Governo avevano arrecato alla sua coalizione. Come fece? Semplicissimo: il Mattarellum, la legge elettorale in vigore fino a quel momento, prevedeva dei collegi uninominali in cui si presentavano usualmente 2 liste che rappresentavano le 2 coalizioni di centrodestra e CentroSinistra , nei 2 simboli campeggiavano solitamente i nomi dei due aspiranti premier, quindi in quello della destra dal 1994 in poi, sempre quello di Berlosco. Ora, se la gente non ne poteva più di Berlosco e delle sue leggi ad personam, con il Mattarellum avrebbe votato molto probabilmente per l‘altra lista e , quindi per la coalizione di CentroSinistra. Con la nuova legge elettorale questo non succedeva più perchè i tre principali esponenti del centrodestra andavanodicendo in giro di essere in competizione tra di loro e che avrebbe fatto il premier chi avesse raccolto più voti. Niente di più falso, perchè la gente vota Udc o An per vedere Casini o Fini a Palazzo Chigi, ma si ritrova sempre e comunque Berlosco come leader-padre-padrone della destra. E questa è la prima parte del piano!

La seconda parte è molto più grave: si studia una meccanismo per il quale chi sarebbe andato al Governo, ed erano consapevoli che doveva essere il CentroSinistra, si sarebbe trovato in un situazione di instabilità e di forte ingovernabilità, ma questa non è una nostra opinione: il fatto molto strano è che è lo stesso grande stratega Calderoli ad esserne consapevole e a vantersene in televisione!

 

La mancanza delle preferenze e la nomina del Parlamento da parte delle segreterie di partito è solo una sciocchezza a confronto!

Quello che succede dopo è noto, il piano della legge elettorale funziona magari troppo bene a scapito di Prodi, che vince le elezioni con una coalizione ancora più frammentata, per via della moltiplicazione delle liste, al Senato si avvera la previsione di Calderoli e Prodi ha solo 2 Senatori di maggioranza, più i senatori a vita.

Da li in poi, per il Governo Prodi la strada è molto ardua, la campagna acquisti di Senatori iniziata con il Sen.De Gregorio è stata tentata da Berlosco nel corso di tutti questi mesi, ma i senatori del CentroSinistra sembrano incorruttibili ….. almeno fino ad una settimana fa. Settimana in cui un ciclone giudiziario si abbatte sull’Udeur di Mastella ed il Ministro di Centro invece di dimettersi per presunta scarsa moralità all’interno del suo Partito, si dimette per protesta, attacca la Magistratura e fa partire l’ennesimo ricatto, pretendendo che tutta la coalizione sostenga le sue parole di condanna nei confronti dei Magistrati.

Da lì l’uscita dalla maggioranza di Mastella, pronto a tornare come nel 1994 nelle braccia di Silvio, e l’inizio della crisi che ha visto la caduta del Governo Prodi ed il completamento del piano di Berlosco.

L’unica nota di merito della giornata va, checchè se ne dica, al Sen.Nuccio Cusumano, che eletto nel CentroSinistra, decide di andare contro le direttive del suo partito, annuncia e vota la fiducia a Prodi, si prende insulti ed addirittura uno sputo dai suoi colleghi senatori e finisce svenuto tra i banchi di Palazzo Madama. Che Mastella abbia perso il suo punto di riferimento nel nostro territorio non può che fare piacere.

E adesso??? Perchè far durare ancora la legislatura? Per arrivare ai due anni e mezzo necessari per i vitalizi dei Parlamentari?
Adesso ci vogliono elezioni subito, per vedere Berlosco alle prese con il suo Porcellum. Perchè rifare adesso la legge elettorale? Per lasciare carta bianca ad una nuova e peggiore stagione di leggi vergogna? Per limitare i danni all’Italia, meglio un Berlosco a mezzo servizio!

In Spagna ci saranno prossimamente le elezioni politiche, se Zapatero riuscisse a riconfermarsi al Governo, si potrebbe pensare di chiedere asilo politico: Viva Zapatero!

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2 Risposte

  1. CHI HA UCCISO PRODI?
    Come in tutti i delitti eccellenti,quelli non causati da raptus di follia improvvisa, ma frutto di una pianificazione sapiente e studiata nei minimi dettagli, nel delitto Prodi ci sono dei mandanti e dei sicari.
    Al di là delle ovvie costatazioni che portano ad individuare in Dini e Mastella- e loro bravi- i due sicari rei confessi, non sarebbe male fare uno sforzo di immaginazione per cercare di capire chi siano i loro mandanti, i veri responsabili dell’ennesima porcata che si consuma in questo paese della monnezza.

    Giova al riguardo tenere presenti due sfaccettature del più generale contesto in cui il crimine è stato commesso.
    Non vi è dubbio che le due questioni che hanno tenuto in fibrillazione il mondo politico e sindacale, sindacati dei lavoratori e sindacati dei datori di lavoro, sono stati la redistribuzione del reddito, aumento salariale e delle pensioni, e la legge elettorale.
    Sulla prima questione era in corso un confronto- termine tecnico “verifica”- nell’ambito del governo per vedere come procedere ad un risarcimento sociale verso le categorie che avevano pagato il prezzo maggiore per il risanamento del debito pubblico del paese, nello stesso periodo in cui le imprese avevano goduto di agevolazioni, ires e cunei fiscali vari. Nel momento in cui il governo annunciava che sarebbe intervenuto per agevolare i salari, ad esempio con una riduzione fiscale, si è alzata alta e feroce la voce del brutale cospo, l’ibrido cannibale figlio dell’incrocio tra il cobra e il rospo, alias Dini, che ha fatto sapere ai quattro venti che lui e suoi bravi non avrebbero votato i provvedimenti del governo. Il Luca Cordero di Montezemolo batteva lo stesso tasto, con fare più soft nei toni e più garbato nei modi, ma ugualmente feroce nella sostanza. Mai, mai, le imprese non avrebbero potuto sostenere il peso di oneri derivanti da aumenti contrattuali, anzi avevano bisogno di altri sussidi pubblici e di altro trasferimento di ricchezza dal lavoro al capitale per fronteggiare la competizione. Perciò il governo Prodi non andava più bene.
    Sull’altro versante, quello della legge elettorale, c’era Veltroni che fremeva per sbarazzarsi di tanti rompicoglioni che non gli permettevano di gestire la cosa pubblica secondo la sua superiore visione, superiore perchè ispirata dall’alto. I credenti si tranquillizzino: non c’entra la divina provvidenza, c’entra molto il sistema americano.
    Sempre alto è! Ed ispiratore.
    Mastella, di professione rompiballe, ebbe a dichiarare, molto tempo prima delle vicende giudiziarie sua e della moglie, che egli non avrebbe partecipato alle riunioni del consiglio dei ministri perchè aveva difficoltà e sedere accanto a degli alleati che tentavano di eliminarlo per via elettorale. Era la fase in cui impazzava il toto legge elettorale, con Veltroni che sparava una proposta al giorno, tutte miranti ad introdurre un sistema paramaggioritario, finalizzato ad escludere non solo dal governo ma dallo stesso parlamento chi non la pensasse come lui o il suo alter ego, Silvio. Non è un caso che egli si è rivolto al moribondo Silvio, seppellendo al suo posto il povero Vannino Chiti, suo compagno di partito e membro del governo, che aveva presentato una proposta di modifica elettorale decente, simile a quella per le elezioni regionali, che godeva di largo seguito fra le forze parlamentari.
    Oggettivamente Veltroni è stato il vero destabilizzatore del governo. Quando poi si è accorto di averla fatta grossa, ha implorato il suo amico Silvio di fare, prima di andare al voto, quella legge elettorale su cui si era dimostrato d’accordo. Ora, tutto si può dire di Silvio, tranne che sia un fesso. Uno che vede l’avversario KO, difficilmente si inginocchia per prestargli soccorso, specie poi se egli è un navigato caimano guidato dall’istinto primordiale “mors tua vita mea”.
    Ed allora rivedendo il film della fine ingloriosa di Prodi mi vengono in mente quelle immagini dei delitti di mafia in cui i mandanti stanno seduti nei salotti bene, fumando sigari e sgranocchiando salatini, mentre i killer compiono il lavoro sporco.
    Per recitare a perfezione il ruolo i due amici hanno solo bisogno di un paio di baffi e di un pò di pomata nei capelli. ASSASSINI POLITICI!

  2. […] dalla possibilità di scegliere e con il premio di maggioranza regionale al Senato ha causato l’instabilità che ha fatto cadere il Governo Prodi, è […]

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