Nucleare? Una follia!

Pubblichiamo un intervento del Prof. Giorgio Parisi docente di Fisica dell’Università di Roma sul tema del nucleare, riaperto in queste settimane dal Governo

A poco più di venti anni dall’esplosione del reattore sovietico di Chernobyl e dalla chiusura di tutti gli impianti nucleari in Italia, il governo italiano progetta l’istallazione di 4 centrali nucleari. Si tratta di un progetto sconsiderato per molti motivi, alcuni dei quali estremamente seri.
IN BASE A CONSIDERAZIONI PURAMENTE ECONOMICHE: NEL RESTO DEL MONDO SI COSTRUISCONO POCHISSIME CENTRALI NUCLEARI. Una centrale nucleare è un oggetto estremamente costoso, che richiede molta energia per essere costruito, un’energia paragonabile a quella prodotta in diversi anni di funzionamento. Il prezzo attuale dell’uranio è abbastanza basso, ma le riserve di uranio facilmente estraibile si dovrebbero esaurire tra una trentina d’anni. Se si incomincia adesso a costruire una centrale nucleare, bisognerà farla funzionare in una situazione in cui il costo dell’uranio sarà molto, ma molto più alto di quello attuale. Non è un caso che poche ditte private siano disponibili a fare un investimento a lunghissima scadenza con rischi talmente elevati. Negli Stati Uniti l’ultima centrale nucleare è stata messa in cantiere nel 1978. Nel 2002 la Germania ha deciso di abbandonare il nucleare quando le centrali esistenti saranno troppo vecchie per funzionare (circa nel 2040). Attualmente il 30 per cento dell’energia elettrica installata negli Stati Uniti è di natura eolica. Fare nuove centrali nucleari è una scelta in controtendenza con quella del resto del mondo.
LO SMALTIMENTO DELLE SCORIE NUCLEARI È PROBLEMATICO. I reattori nucleari producono una grande quantità di rifiuti estremamente radioattivi, che devono essere trattati industrialmente, per ridurne il volume. La frazione radioattiva più pericolosa è costituita da Plutonio che mantiene la sua radioattività per più di centomila anni. Il confinamento di queste sostanze altamente corrosive per un periodo così lungo pone problemi non facilmente risolvibili. Rischiamo di lasciare alle generazione future, sempre che l’umanità non si estingua prima, un problema impossibile da risolvere. Inoltre l’Italia non sembra avere un particolare propensione a gestire in modo brillante i rifiuti, di qualsiasi natura essi siano.
L’ITALIA È L’ULTIMO PAESE DOVE COSTRUIRE CENTRALI NUCLEARI. Se affrontiamo il problema in una prospettiva Europea, non ha senso costruire centrali nucleari in Italia. Le centrali nucleari devono stare in zone non sismiche con bassa popolazione per un raggio di un centinaio di chilometri. Altri paesi, la Francia, i paesi nordici, hanno facilmente siti con queste caratteristiche, noi no. Installare centrali nucleari in Italia e impianti che sfruttano l’energia solare in Svezia non è una politica astuta. Non serve essere un brillante economista per capire che converebbe fare il contrario.
CI SONO DEI RISCHI CHE NON POSSIAMO CORRERE. Anche se la ripetizione di un evento tipo Chernobyl sembra improbabile, non può essere escluso con le attuali centrali nucleari (forse lo sarà per le mitiche centrali nucleari di quarta generazione che dovrebbero essere messe a punto fra una ventina d’anni). La centrale nucleare di Chernobyl non è esplosa per un difetto di costruzione, ma a causa del comportamento demenziale del direttore della centrale, che voleva studiare che cosa succede quando si porta una centrale nucleare in una situazione in cui sta per scoppiare. L’esperimento ha avuto successo: ha verificato che la centrale scoppia, esattamente come è scritto nei manuali.
Il fatto che l’incidente sia dovuto ad un direttore quasi psicopatico non riassicura affatto per il futuro: dimostra soltanto che non è prevedibile il comportamento delle persone che dovrebbero avere a cura la sicurezza della centrale. L’esplosione di una centrale nucleare comporta l’evacuazione di una zona di circa un centinaio di chilometri di raggio intorno alla centrale, la distanza precisa dipende dalla direzione in cui soffia il vento. L’esposione di una ipotetica centrale nucleare localizzata a Montalto di Castro, con un vento da Nord-Ovest (vento molto frequente) implicherebbe la necessità di evacuare Roma e questo è un evento che non possiamo rischiare, come non possiamo rischiare nemmeno l’evacuazione di una città più piccola come Torino.
COSTRUIRE NUOVE MAXI-CENTRALI È SBAGLIATO. Anche non considerando tutto quello che ho scritto fino adesso, le centrali nucleari sono una scelta profondamente sbagliata per motivi strategici. La costruzione di nuove centrali, in particolare quelle nucleari, deve essere considerata l’ultima risorsa da utilizzare quando tutte le altre sono fallite. Per prima cosa bisogna utilizzare fino a dove sia possibile le energie rinnovabili ed incrementare il risparmio energetico in maniera di diminuire il peso sulle risorse non rinnovabili del pianeta, che sono destinate ad esaurirsi.
Passare da una risorsa non rinnovabile ad un’altra, nella speranza di poter continuare a sprecare l’energia per una decina d’anni di più, significa rilanciare in una partita in cui siamo necessariamente perdenti. Prima o poi bisogna incominciare ad aumentare in maniera consistente la produzione di energia mediante fonti rinnovabili (solare, eolico, idroelettrico…) e prima lo si fa, meglio è.
Se l’Italia avesse investito in maniera massiccia nelle energie rinnovabili e nonostante tutto, ci fosse un grave deficit energetico, si potrebbe incominciare a discutere su un’eventuale costruzione di centrali nucleari, ma in questa situazione di quasi completa latitanza dello Stato nella promozione delle energie rinnovabili, è assurdo investire somme enormi in nuove centrali nucleari (che dovrebbero coprire solo il 7% del fabbisogno, cifra ridicola paragonata al 20% previsto per l’eolico negli Stati Uniti nel 2020) trascurando le soluzioni alternative che dovrebbero essere prioritarie.
Inoltre ci sono margini altissimi per il risparmio energetico. Una parte non trascurabile dell’energia elettrica prodotta è utilizzata per scaldare acqua nelle case, mentre dal punto di vista energetico sarebbe molto più efficiente scaldare l’acqua direttamente bruciando il metano. Non parliamo del fatto che necessariamente la produzione di energia elettrica mediante combustibile ha come sottoprodotto la produzione di grandi quantità di acqua calda che viene gettata nel mare o nei fiumi con grandi danni ambientali. La cogenerazione, ovvero l’installazione nelle case di piccoli impianti di produzione di energia elettrica e l’uso condominiale dell’acqua calda prodotta, porta ad enormi risparmi energetici. Una maggiore coibentazione dei muri ed altri piccoli accorgimenti diminuiscono enormemente la necessità di energia per il riscaldamento d’inverno e per il condizionamento d’estate.
Non imporre, o perlomeno non incentivare in maniera massiccia l’adozione di misure di risparmio energetico nelle case attualmente in costruzione è un crimine in quanto rende molto più difficile il risparmio negli anni a venire.
La prima priorità di un governo previdente, come non sembra che lo sia il governo Berlusconi e ahimè non lo è stato il governo Prodi, è impegnare tutte le risorse disponibili per lo sviluppo delle risorse alternative e il risparmio energetico. La costruzione di nuove centrali viene dopo.
Io sono convinto che questa semplice verità sia alla portata della comprensione di tutti gli italiani e che un tentativo di imporre la costruzioni di centrali nucleari da parte del governo troverebbe una sostanziale opposizione da parte del paese. Sfortunatamente la Sinistra quando era al potere è stata bravissima a riempirsi la bocca di belle parole ma, tranne rare e lodevoli eccezioni, si è dimostrata incapace di passare a fatti concreti. Dobbiamo costruire un movimento che non si limiti a dire no alle centrali nucleari, ma che sia capace di proporre nei dettagli un’alternativa concreta e praticabile ed che sia capace di promuoverla sia a livello nazionale che locale, come per esempio avviene per il solare nelle Puglie. Anche per quanto riguarda la politica energetica la Sinistra si deve faticosamente ricostruire una credibilità perduta.

Fonte

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7 Risposte

  1. perfettamente d’accordo in linea di principio, mi permetto qualche osservazione:

    1) anche l’eolico ha i suoi costi, un fortissimo impatto ambientale, bassissimo rendimento in proporzione ai costi di realizzazione, difficile reperibilità di siti adatti ad ospitare foreste di piloni alti anche 100 mt e non trascurabili problemi di inquinamento acustico e di disturbo della fauna stanziale e/o migratoria

    2) il fotovoltaico è ancora una tecnologia relativamente nuova, con altissimi costi di realizzazione e rendimenti poco significativi che ammortizzerebbero la sola spesa di installazione in un elevatissimo numero di anni, tali da rendere, allo stato attuale, poco conveniente un investimento del genere

    3) l’idroelettrico comporta la costruzione di nuove dighe e di nuovi invasi che, a parte la penuria d’acqua in molte zone d’Italia, la dove realizzabili comporterebbero una significativa distruzione dell’ambiente naturale (cementificazione), un forte impatto ambientale e un altissimo rischio di dissesto idrogeologico in un territorio, il nostro, che è già al limite della sopportazione

    Morale della favola: dobbiamo inventarci qualcosa di nuovo, pena la crisi energetica cronica con conseguente blocco dell’economia

  2. Aderisci all’appello contro il fascismo e il razzismo lanciato in rete per tutt* i/le blogger?
    ciao
    v.

  3. Certo!

    Avrei quantomeno bisogno del link, però.

  4. http://lucaniaelettrica.blogspot.com/2008/04/una-nuova-centrale-nucleare-scanzano.html

    Una nuova centrale nucleare in Basilicata?

    Ebbene sì sono stati svelati i siti dove Berlusconi (PDL) vorrebbe installare le nuove centrali nucleari italiane ed ecco spuntare di nuovo il nome di Scanzano Jonico!
    Adesso basta le centrali nucleari non sono convenienti perchè:
    1 : Il costo del nucleare è molto superiore alle alternative esistenti e l’Italia non dispone di giacimenti di materiale fissile, che serve per alimentare le centrali, disponibile invece in Australia, Russia, Canada.
    2: L’uranio inoltre non è una risorsa illimitata e le centrali nucleari la cui costruzione e allestimento iniziasse oggi, sarebbero a rischio di trovarsi senza combustibile al momento del loro completamento.
    In più nel 2025 siamo al picco dell’uranio:

    Le due mappe indicano i possibili siti degli impianti:

    fonte:http://www.ecquologia.it/cms/content/view/798/9/

    Dato che ci vogliono sempre mettere qualcosa a Scanzano io propongo di metterci questo….

    Questi sono progetti da realizzare altro che fare proposte di legge che già si sa’ in principio che non saranno accettate (ma si fanno per conquistare voti..) come del tipo:
    “”Perchè non riduciamo del 50% le accise per la benzina, il gpl ed il metano per i Lucani?!!?””
    Le accise sono imposte nazionali se ad esempio è prevista una accisa per pagare le missione in Bosnia nel 1996 i Lucani non potrebbero pagare meno dei Piemontesi se poi la missione riguarda tutta l’Italia.
    Invece con le royalties del Petrolio Lucano finanziamo questo:

  5. Cosi non si va da nessuna parte!! la bigotta politica del no a tutti i costi deve cessare!!! smettetela di parlare a vanvera documentatevi, studiate i problemi e dopo solo dopo aprite bocca….le centrali nucleari non esplodono. Non sono bombe razza di ignoranti!!! gli incidenti accadono, ma chernobyl non è stato nemmeno un incidente, sono state infrante oltre 76 norme sulle procedure di sicurezza della centrale è praticamente stato un atto doloso! per essere più precisi si stava collaudando un dispositivo che era stato già collaudato sul atri reattori del tipo RBMk e tutto era andato bene… e per concludere le centrali nucleari di tipo occidentali di 2° e 3° generazione hanno sistemi di sicurezza intrinseca e passiva migliori ripsetto al tipico RBMK. I problemi si possono verificare anche li, ma vi chiedo chi di voi conosce la sequenza incidentale di Three Mile Isalnd? molti non sanno memeno dove si trova questa centrale e cosa è successo eppure si è arrivati alla fusione del nocciolo con conseguenze “nulle” sulla popolazione…
    Infine per i più interessati informatevi sull’AP600, chiavi in mano in meno 5 anni! studiate studiate studiate, ma non da internet ma dai libri dai rapporti dell’IAEA e da fonti attendibili non dal primo imbecille che passa, che pur avendo una laurea in fisica non si è mai occupato di progettazione i impianti nucleari o si è mai preoccupato di calcolare lo spessore delle guaine di combustibile piuttosto che lo spessore dell’edificio di contenimento…..
    saluti

  6. Se avessi letto meglio l’articolo, ti saresti accorto che le considerazione del Prof.Parisi non sono solo sulla sicurezza.

    Si può comunque esprimere un commento ed avversare un opinione senza necessariamente cadere negli insulti come fai tu.

  7. Se chi ha scritto l’articolo ha riportato fedelmente le parole del prof. Parisi, non ci vuole molto a capire che quest’ultimo si sta improvvisando esperto…
    Io non mi occupo di ne teoria delle superstrighe ne di meccanica quantistica, sono cose che mi affascinano ho leggiucchiato qualcosa, ma non mi improvviso esperto.
    Uno che parla di cose che non conosce o conosce molto poco come lo definisci?
    Una persona che parla ancora di idroelettrico in Italia non sa che è praticamente tutto sfruttato. Il solare fotovoltaico va bene sol perchè lo stato paga il conto energia, o meglio lo paghiamo noi in bolletta.
    Ti svelo un segreto una grande società francese (della quale non faccio il nome) costruisce impianti fotovoltaici in Italia con il solo scopo di accedere al conto energia che grazie a qualche sconsiderato ministro dell’ambiente può essere ceduto dal proprietario dell’impianto a terzi.
    Ci sarebbe da scrivere per chilometri sul problema energetico italiano. Penso che non si deve chiudere nessuna porta e si debba andare avanti con la ricerca.
    Rinunciare anche ad un solo tipo di fonte energetica è pericoloso. Ti dico solo una cosa DIFFERENZIARE a tutti i costi.
    Saluti

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