Non fatevi prendere in giro dalle catene su internet. Ecco come evitarle

La diffusione di Internet ha cambiato le abitudini di tante persone, se una volta ci si scriveva con la penna ed il calamaio oggi si usano le e-mail, al posto di una telefonata si fa una bella videochiamata su Messenger o Skype e per discutere di un problema non ci si rivolge più a qualche conoscente, ma si chiede agli esperti dei forum.

Oltre agli aspetti più quotidiani sono cambiate anche le abitudini più contorte come quella delle catene. Chi non si ricorda delle classiche catene di Sant’Antonio in cui si descrivevano le esperienze di persone di tutte il mondo cadute in sventura sol perché avevano osato interrompere la catena?

A quei tempi le catene venivano ricopiate a mano e spedite per posta, gradualmente si è passati alla fotocopia fino ad arrivare all’invio istantaneo e gratuito delle e-mail di oggi.

Le tecnologie sono cambiate ma i contenuti no, gli aspetti su cui si fa leva sono infatti quasi sempre la superstizione, la manipolazione delle emozioni (tenerezza, altruismo, beneficenza, etc) e/o fantomatiche facilità di lucro attraverso sistemi piramidali.

La catena più crudele che gira su internet è sicuramente quella in cui un padre di una bimba malata di cancro al cervello chiede di inoltrare l’e-mail ricevuta a tanta più gente possibile, dato che riceverà un contributo da Aol e Zdnet per ogni mail trasmessa. La storia è assolutamente falsa ed ha l’aggravante di mettere in mezzo addirittura Medici Specializzati nella ricerca sul cancro, con tanto di nome, cognome, indirizzo e numero di telefono, ma che sono all’oscuro di tutto.

La catena che invece ha più successo sulla rete è senza dubbio quella sugli stipendi dei Parlamentari: “Sull’Espresso di questa settimana c’è un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all’UNANIMITA’ e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa….”e a seguire snocciola tutta una serie di dati. L’e-mail si conclude invitando a diffondere la notizia il più possibile sostenendo che ci sia in atto un referendum sul punto. Va però sottolineato che non viene assolutamente indicato a quale numero de L’Espresso si stia facendo riferimento e non riporta nessun collegamento a siti internet per verificare la notizia.

Nell’epoca della casta e dell’antipolitica è facile abboccare ad una catena del genere e diffonderla via e-mail o attraverso i mezzi di informazione. In realtà la notizia è assolutamente falsa e gira in rete dal 2001 ed è sopravvissuta anche al passaggio dalla Lira all’Euro.

Se si vuole sapere quanto guadagnano i nostri parlamentari basta fare un giro sui siti internet di Camera e Senato e ci si accorgerà che guadagnano tantissimo, ma che non c’è stato nessun aumento negli ultimi anni, anzi paradossalmente c’è stata qualche piccola riduzione.

Questo articolo non vuol di certo essere a difesa della casta, anche perché come dice la Littizzetto “si comincia a tagliare dalla Scuola e non dal Parlamento dove c’è il divieto di potatura”, ma vuol mettere in guardia contro il fenomeno delle catene.

Quando si ricevono questo tipo di messaggi la prima cosa da fare dovrebbe essere copiare un piccolo estratto, incollarlo su un motore di ricerca e consultare le fonti trovate. Se si tratta di una catena, molto probabilmente, andrete a finire su Il Disinformatico il blog di Paolo Attivissimo, giornalista informatico che raccoglie, smaschera e cataloga tutte le “bufale” della rete.

Una piccola ricerca è semplice ed istantanea, vi mette al riparo da possibili tranelli e come dice il proverbio “Pensa a male che ti troverai bene”.

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Una Risposta

  1. Le catene postali spesso proponevano anche qualche offerta di danaro, quelle del web molto meno.

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