Referendum 2009 sulla legge elettorale: io ritiro solo la terza scheda (colore verde)


Da questo blog è stata sempre tenuta una linea molto contraria nei confronti dell’attuale legge elettorale, definita dal suo steso autore una “porcata.

La necessità di cambiare questa legge, che con la mancanza delle preferenze esclude i cittadini dalla possibilità di scegliere e con il premio di maggioranza regionale al Senato ha causato l’instabilità che ha fatto cadere il Governo Prodi, è reale!

Il referendum del 21-22 giugno p.v. poteva essere una buona occasione per migliorare la legge, quando invece è stato formulato in modo tale da peggiorarla ulteriormente!

Il quesito 1 ed il quesito 2 propongono l’attribuzione del premio di maggioranza (che attribuisce almeno il 55% degli eletti) non più alla coalizione di liste che ottiene il maggior numero di voti, ma alla singola lista, rispettivamente alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica.

Questi due quesiti non reintroducono  in nessun modo le preferenze e non intervengono sul fatto che il premio di maggioranza alla Camera venga assegnato a livello nazionale, mentre al Senato venga assegnato e vari da Regione a Regione; particolare che ha portata ad un maggioranza di soli 3 Senatori nella XV Legislatura con conseguente instabilità e caduta del Governo.

Il quesito 3 propone l’abolizione delle candidature multiple, cioè esclude la possibilità che ci si possa presentare in più circoscrizioni. E’ l’unico quesito che propone una reale migliorìa alla legge, anche se con la mancanza delle preferenze chi e dove dovrà essere eletto continuerà ad essere deciso  non dall’elettore, bensì dalle segreterie dei partiti.

Se nei primi due quesiti dovesse essere raggiunto il quorum e dovesse vincere il SI la possibilità di scelta dell’elettore verrebbe a diminuire, passando dalla scelta di una coalizione e di un partito, alla sola scelta del solo partito. Aumenterebbe invece la capacità decisionale di scelta degli eletti da parte dei partiti che non dovrebbero più confrontarsi con altri partiti all’interno della stessa coalizione.

Non si capisce poi chi sostiene che una eventuale vittoria del SI ‘obbligherebbe’ il Parlamento a rivedere la pessima legge elettorale attualmente in vigore, a ragion d’essere una votazione popolare con esito positivo su questa legge non potrebbe che essere vista come una legittimazione della stessa.

A questo punto la cosa più naturale da pensare  sarebbe quella di restarsi a casa e far mancare il quorum ai 3 quesiti, ma siccome Noi di Sinistra quando c’è una consultazione elettorale non possiamo non partecipare, si può benissimo optare per la possibilità, garantita dalla legge ( vedi qui, pagina 47, punto III), di rifiutare il ritiro delle schede relative ai primi 2 quesiti e di votare solo ed esclusivamente per il terzo.

In questo modo si farà mancare il quorum per i primi 2 quesiti e verrà appagata la nostra voglia di partecipazione alla consultazione popolare.

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Il vergognoso raduno leghista e la Festa della Repubblica

Si è svolto come ogni anno a Pontida il raduno della Lega Nord.

Tra bandiere verdi, va pensiero ed esaltazione della purezza dei Padani si è vista anche qualche maglietta da buon Partito di Governo:

Sarebbe bello conoscere l’opinione dei post-fascisti alleati di Bossi come Fini ed Alemanno su questa vergognosissima maglietta.

Tema centrale della giornata: il federalismo fiscale ovvero ognuno decida come meglio crede di spendere i soldi in casa propria. Ma se lasciar decidere agli enti locali come spendere il proprio denaro è la soluzione a tutti i mali, allora perchè abolire (naturalmente a spese del Sud) la tassa più federalista che ci sia, ovvero quell’ICI che rappresentava per i Comuni (e quindi per gli enti LOCALI) una grande fetta delle entrate?

Senza tralasciare il fatto che Berlusconi debba ancora spiegare come farà a far convivere la riforma tanto acclamata da Bossi con la fiscalità di vantaggio di Lombardo, che è l’esatto contrario del federalismo fiscale.

Come ogni appuntamento leghista che si rispetti non poteva di certo mancare l’ormai classica minaccia di Bossi, che questa volta sembra non parlare di fucili, ma quantifica l’esercito padano in “centinaia di migliaia di uomini, forse milioni” e lancia l’ultimatum “o federalismo o l’attacco

Ma la perla della giornata spetta a Calderoli…. e come poteva essere il contrario?

Il Ministro della delegificazione del Governo Berlusconi 4 esclama: “non succeda di nuovo che una riforma approvata dal Parlamento ci venga fregata dal referendum”.

Ora il referendum è il più grande esercizio della Democrazia. E’ forse più democratico che meno di 1000 deputati nominati dalle segreterie di partito formulino una riforma oppure che tutti gli Italiani esprimano il proprio parere in merito?

Se 2+2=4 pare che la Lega sconosca la Democrazia, ma forse la paura è un’altra…la paura è che lo stesso Nord si rivolti contro l’egoismo leghista come già successo con il referendum del 2006.

Nel giorno della celebrazione della Festa della Repubblica non possiamo che gridare forte:

Viva l’Italia, unica, Repubblicana e Tricolore!

All’estero cominciano già a prenderci a pesci in faccia!

Non si è ancora insediato il Governo, ma già all’estero la reputazione dell’Italia, migliorata in quest’anno e mezzo da operazioni come la moratoria sulla pena di morte, è in forte picchiata.

La Lega Araba ha annunciato che se Calderoli diventasse Ministro della Repubblica Italiana (non padana, meglio precisare) ci potrebbero essere problemi nei rapporti con l’Italia. La Libia per bocca del figlio di Gheddafi fa sapere che Calderoli Ministro vorrebbe dire conseguenze catastrofiche.

Calderoli, per chi non se lo ricorda, è quel personaggio padano che da Ministro del Governo Berlusconi III indossò provocatoriamente una maglietta raffigurante vignette satiriche su Maometto, causando la dura reazione del mondo islamico, in particolar modo in Libia dove venne assaltato il Consolato Italiano e ci furono morti e feriti.

Checcenefrega a noi della Libia potrebbe dire qualcuno. Se non fosse che la Libia è una delle maggiori fonti energetiche italiane, sia di gas che di petrolio.

Berlosco il tuo piano è andato in porto, farete bella coppia con il ceppalonico… elezioni subito!

 

Nel piano di Berlosco era tutto previsto. Il piano ebbe inizio con il disegno di legge n.3633 approvato il 14 dicembre 2005, la riforma della legge elettorale, successivamente denominata dal suo stesso relatore una”porcata”. Con questa legge Berlosco, che vedeva le quotazioni del CentroSinistra guidato da Prodi in forte ascesa, decise innanzitutto di limitare i danni che i 5 anni del suo Governo avevano arrecato alla sua coalizione. Come fece? Semplicissimo: il Mattarellum, la legge elettorale in vigore fino a quel momento, prevedeva dei collegi uninominali in cui si presentavano usualmente 2 liste che rappresentavano le 2 coalizioni di centrodestra e CentroSinistra , nei 2 simboli campeggiavano solitamente i nomi dei due aspiranti premier, quindi in quello della destra dal 1994 in poi, sempre quello di Berlosco. Ora, se la gente non ne poteva più di Berlosco e delle sue leggi ad personam, con il Mattarellum avrebbe votato molto probabilmente per l‘altra lista e , quindi per la coalizione di CentroSinistra. Con la nuova legge elettorale questo non succedeva più perchè i tre principali esponenti del centrodestra andavanodicendo in giro di essere in competizione tra di loro e che avrebbe fatto il premier chi avesse raccolto più voti. Niente di più falso, perchè la gente vota Udc o An per vedere Casini o Fini a Palazzo Chigi, ma si ritrova sempre e comunque Berlosco come leader-padre-padrone della destra. E questa è la prima parte del piano!

La seconda parte è molto più grave: si studia una meccanismo per il quale chi sarebbe andato al Governo, ed erano consapevoli che doveva essere il CentroSinistra, si sarebbe trovato in un situazione di instabilità e di forte ingovernabilità, ma questa non è una nostra opinione: il fatto molto strano è che è lo stesso grande stratega Calderoli ad esserne consapevole e a vantersene in televisione!

 

La mancanza delle preferenze e la nomina del Parlamento da parte delle segreterie di partito è solo una sciocchezza a confronto!

Quello che succede dopo è noto, il piano della legge elettorale funziona magari troppo bene a scapito di Prodi, che vince le elezioni con una coalizione ancora più frammentata, per via della moltiplicazione delle liste, al Senato si avvera la previsione di Calderoli e Prodi ha solo 2 Senatori di maggioranza, più i senatori a vita.

Da li in poi, per il Governo Prodi la strada è molto ardua, la campagna acquisti di Senatori iniziata con il Sen.De Gregorio è stata tentata da Berlosco nel corso di tutti questi mesi, ma i senatori del CentroSinistra sembrano incorruttibili ….. almeno fino ad una settimana fa. Settimana in cui un ciclone giudiziario si abbatte sull’Udeur di Mastella ed il Ministro di Centro invece di dimettersi per presunta scarsa moralità all’interno del suo Partito, si dimette per protesta, attacca la Magistratura e fa partire l’ennesimo ricatto, pretendendo che tutta la coalizione sostenga le sue parole di condanna nei confronti dei Magistrati.

Da lì l’uscita dalla maggioranza di Mastella, pronto a tornare come nel 1994 nelle braccia di Silvio, e l’inizio della crisi che ha visto la caduta del Governo Prodi ed il completamento del piano di Berlosco.

L’unica nota di merito della giornata va, checchè se ne dica, al Sen.Nuccio Cusumano, che eletto nel CentroSinistra, decide di andare contro le direttive del suo partito, annuncia e vota la fiducia a Prodi, si prende insulti ed addirittura uno sputo dai suoi colleghi senatori e finisce svenuto tra i banchi di Palazzo Madama. Che Mastella abbia perso il suo punto di riferimento nel nostro territorio non può che fare piacere.

E adesso??? Perchè far durare ancora la legislatura? Per arrivare ai due anni e mezzo necessari per i vitalizi dei Parlamentari?
Adesso ci vogliono elezioni subito, per vedere Berlosco alle prese con il suo Porcellum. Perchè rifare adesso la legge elettorale? Per lasciare carta bianca ad una nuova e peggiore stagione di leggi vergogna? Per limitare i danni all’Italia, meglio un Berlosco a mezzo servizio!

In Spagna ci saranno prossimamente le elezioni politiche, se Zapatero riuscisse a riconfermarsi al Governo, si potrebbe pensare di chiedere asilo politico: Viva Zapatero!