Fini vs Berlusconi

Buongiorno a Gianfranco Fini che dopo 17 anni di sonno e di “ingoiare rospi” si è svegliato!!!

Italia 2008, morto per mano nazifascista

Se ne va Nicola Tommasoli, il giovane picchiato a morte da un gruppo di neo-nazifascisti a Verona.

Dal racconto degli amici di Nicola, sopravvissuti al raid squadrista, si evince la crudeltà e la gratuità con la quale la violenza, perno della cultura nazifascista, venga dispensata ancora oggi in Italia da certi gruppi di estrema destra.

Da rabbrividire le parole del Presidente della Camera Gianfranco Fini che tenta di sminuire sulla gravità dell’accaduto.

Un’ulteriore vergogna, che non fa certo onore alla vita di un povero ragazzo, morto a 29 anni per aver rifiutato di offrire una sigaretta a dei nazifascisti.

Addio Nicola

Fascisti su Arcore

Dopo l’ingresso di Alessandra Mussolini nel Pdl di Berlosco

ecco l’ultimo arrivato: Giuseppe Ciarrapico

uno che dichiara di andare con Berlosco, ma di rimanere fascista per sempre.

Intanto Truffolo ammette: “ha tanti giornali, ci serve!”

Ah!!! Quindi al fine di vincere le elezioni, possedere dei media, qualche aiutino lo da….

Lo stesso Fini critica Ciarrapico ed a braccetto con Bossi chiede il ritiro della candidatura.

“Vabbè” – controbatte Truffolo – “basta con le polemiche, Ciarrapico è uno dei tanti“.

Uno dei tanti…. che serve. Fascista o meno.

——————————————————————————

Contro ogni forma di fascismo: resistere, resistere, resistere!

Malumori a destra e ricatti MastelDiniani a Sinistra

   

Rimbalzano in questi giorni su tv e giornali forti i cattivi umori nelle coalizioni di centrodestra e centrosinistra.

Da un lato non si risparmiano le frecciate tra Berlusconi, Casini e Fini, con quest’ultimo che è arrivato a dire che An d’ora in avanti avrà le mani libere su materie come tv e giustizia, che altro non è che un’ammissione del fatto che, in quest’anni e su questi temi, la destra, succube del berlusconismo, è stata costretta ad ingoiare bocconi amari, pur di salvaguardare gli interessi economici e giudiziari dell’uomo più ricco e discusso d’Italia.

Sull’altro fronte si hanno i ricatti ed i distinguo dei vari Dini e Bordon, non ultimo a riguardo del protocollo sul welfare, che ha visto l’Unione piegarsi alle pressioni di Dini che, forte dei suoi 3 voti in Senato, ha minacciato di far mancare la fiducia al Governo, se fossero passate le modifiche richieste dalla Sinistra.

Ma è normale che la posizione di 3 Senatori valga più di quella degli altri 155 e di quella di tutta la maggioranza alla Camera?

Viene spontaneo pensare che i Sen. Dini e Bordon:

1)      siano gli unici due leader principali dell’ex Margherita a non aver avuto ruoli di prestigio in questa legislatura, a fronte degli incarichi di Governo dei vari Rutelli, Parisi, Fioroni, Gentiloni e  Bindi, della Presidenza del Senato di Marini o del ruolo di Capigruppo dell’Ulivo alla Camera ricoperto da Franceschini, prima di diventare Vice-Veltroni, e questo ha creato in loro malumori così grandi da spingerli non solo a non aderire al Pd, ma anche a porsi in una posizione di forte criticità nei confronti del Governo.

2)      abbiano capito che il Sen. Mastella non abbia depositato il copyright del motto “o si fa come dico io oppure tutti a casa, anche perché al Senato senza di me siete sotto”

Se in Italia si vuole veramente fare Politica, bisogna porre fine ai veti dei partiti che con l’1% possono contare più del resto di tutta la coalizione; bisogna porre fine alla consuetudine di costruire microgruppi parlamentari, quando non si è accontentati su qualcosa. Su quest’ultimo punto, va fatto un plauso a chi, come l’ on.Franceschini, ha proposto l’obbligatorietà, da parte dell’eletto, dell’iscrizione al gruppo parlamentare collegato alla lista nella quale ci si è presentati alle elezioni, anche perché la gente vota (o dovrebbe votare) l’idee ed il programma proposti da un partito, e non solo i candidati, e quando ci si trova in forte disaccordo con il partito nel quale si è stati eletti, la via maestra dovrebbero essere le dimissioni da parlamentare e non la creazione di nuovi micro-organizzazioni politico-parlamentari!

La soluzione alla questione va, quindi, cercata nella nuova legge elettorale, che deve al più presto cancellare lo scempio del Porcellum di Calderoli.

Ma anche su questo ecco che nasce il ricatto! Mastella va dicendo, infatti, che sei nei piani degli altri Partiti del CentroSinistra vi è una legge elettorale che possa mettere in discussione i piccoli partiti (come potrebbe essere quella che verrebbe fuori dal referendum), lui opterebbe per andare a casa subito.

E allora la domanda nasce spontanea, meglio continuare a suon di ricatti o andare a  casa subito e togliere di mezzo i ricattatori?

Dal mio canto posso solo dire di sentirmi molto combattuto, anche perché i tempi di Truffolo non si dimenticano così facilmente.