No alla legge bavaglio!

No al bavaglio Repubblica

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Chi ha alimentato il clima di violenza?

“Potremmo tirare fuori i fucili”

Umberto Bossi

“La Sinistra? Elite di merda, vada a morire ammazzata”

Renato Brunetta

“Voto alla sinistra? Non ci sono tutti questi coglioni”

Silvio Berlusconi

«Miseria, terrore e morte se vince la sinistra»

Silvio Berlusconi

«O il referendum o metto mano alla fondina»

Umberto Bossi

“Magistrati eversivi”

Silvio Berlusconi

“Da Spatuzza falsità, complotto giudici-sinistra-poteri”

Marcello Dell’Utri (Pdl)

“La separazione da Veronica? E’ tutta colpa della sinistra e della sua stampa”

Silvio Berlusconi

“I giudici sono il cancro della democrazia”

Silvio Berlusconi

“Clima da guerra civile i giudici vogliono farmi cadere”

Silvio Berlusconi

«Non vogliamo politici maleodoranti e malvestiti»

Silvio Berlusconi

«La suggerirò per il ruolo di kapò»

Silvio Berlusconi

«Soru? Un fallito in tutto»

Silvio Berlusconi

“Contro gli immigrati potremmo usare metodi da SS”

Lega Nord Treviso

«Santoro e Vauro? Due volgari sciacalli»

Maurizio Gasparri

E chi strumentalizza?

“L’aggressione a Berlusconi? Colpa della sinistra e dei magistrati”

Guido Podestà (Pdl)

“Quando si pretende che lo scontro politico sia tra il bene e il male, allora  questo seme di odio e di possibile vendetta può attecchire non solo nella mente di un pazzo”

Angelino Alfano

“L’amore (io n.d.a.) vince sull’odio (la Sinistra n.d.a.)

Silvio Berlusconi

«La mano di chi ha aggredito Berlusconi è stata armata da una spietata campagna di odio, condotta da un  network composto dal gruppo editoriale Repubblica-L’Espresso, dal mattinale delle procure Il Fatto, dalla trasmissione di Santoro Annozero e da quel terrorista mediatico di nome Travaglio»

Fabrizio Cicchitto

Per approfondire:  “Coglioni, kapò e mentecatti“, l’amore secondo B.


Caro Gianfranco Fini prendi le distanze da Berlusconi, altrimenti resti il solito incoerente

La trascrizione delle parole del Presidente della Camera Gianfranco Fini in un fuorionda:

Fini (riferendosi ad Aldo Pecora): “Lui è un creativo nato, perché il movimento lo ha chiamato ‘Ammazzateci tutti’… e sì… il talento è quello”

Pecora nell’ambito del suo discorso afferma: “Noi siamo di passaggio, qua nessuno è eterno, non si vive in eterno”

E allora Fini commenta: “… se ti sente il Presidente del Consiglio si incazza”

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Fini: “Sono un ragazzaccio io… come dicevano i greci… poco se mi giudico molto se mi confronto… è così, sembra una battuta invece è una massima di vita. E’ l’umiltà e nello stesso tempo la consapevolezza di vivere”

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Fini: “Per i ragazzi come questi (riferendosi a Pecora) .. è chiaro che una delusione a 23 anni, non alla nostra età, ti toglie qualunque possibilità di credere nella vita”

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Fini, rivolgendosi a Pecora: “Con la giacca e la cravatta sei ancora più bravo”

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Fini: “E’ che con i ragazzi non parli con le parole ma con gli esempi”

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Fini: “Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza (ndr il pentito Gaspare Spatuzza)… speriamo che lo facciano con uno scrupolo tale da… perché è una bomba atomica”

Trifuoggi: “Assolutamente si… non ci si può permettere un errore neanche minimo”

Fini: “Si perché non sarebbe solo un errore giudiziario, è una tale bomba che… lei lo saprà .. Spatuzza parla apertamente di Mancino, che è stato ministro degli Interni, e di … (ndr Berlusconi?)… uno è vice presidente del CSM e l’altro è il Presidente del Consiglio…”

Trifuoggi: “Pare che basti, no”

Fini: “Pare che basti”

Trifuoggi: “Però comunque si devono fare queste indagini”

Fini: “E ci mancherebbe altro”

Fini: “No ma lui, l’uomo confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di… qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo… magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento… siccome è eletto dal popolo…

Trifuoggi: “E’ nato con qualche millennio di ritardo, voleva fare l’imperatore romano”

Fini: “Ma io gliel’ho detto… confonde la leadership con la monarchia assoluta…. poi in privato gli ho detto… ricordati che gli hanno tagliato la testa a… quindi statte quieto”

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Fini applaude Nino Di Matteo ed esclama “Bravo”.


Adesso caro Gianfranco dai un seguito alle tue parole e prendi le distanze da chi “confonde il consenso popolare con una sorta di immunità” altrimenti resti il solito incoerente arrivista.

Basta! We are different

Se siete stanchi di sentire ogni giorno tutte quelle puttanate da parte di coloro che rappresentano il governo italiano seguite questo link http://yeswearedifferentit.blogspot.com/

Il progetto è molto semplice: comprare una pagina di un grande quotidiano internazionale per pubblicare un testo che sottolinei la distanza degli Italiani da questo governo.

Aderiamo numerosi e dimostriamo a tutto il Mondo che gran parte dell’Italia non è d’accordo con le dichiarazioni di questi politici.

Obama c’è!

Se ieri nel giorno delle elezioni americani il post era intitolato Go Obama!, continuiamo oggi con l’analogia sportiva richiamando il classico urlo del telecronista alle vittorie di Valentino Rossi.

Obama c’è, Obama ce l’ha fatta, ha trionfato a valanga!

Adesso tutti si aspettano quel cambiamento che è stato il fulcro della sua campagna elettorale e dell’Obamania.

Da molti punti di vista questa elezione rappresenta un passo in avanti per tutto il Mondo, anche se da questo passo avanti l’Italia resta comunque esclusa. Non c’è infatti un altro Paese in cui il Presidente del Consiglio che fino a ieri leccava spudoratamente le natiche al guerrafondaio Bush diventi oggi grande estimatore di chi oggi rappresenta l’esatto opposto di quella politica, se poi a tutto questo si aggiungono le parole di Gasparri per cui “la vittoria di Obama farà contenta Al Qaeda“, si può capire come questo impasto di governo regga solo sul potere e le poltrone.

Ma forse anche questo fa parte dell’Obamania: salire sul carro del vincitore ed allo stesso tempo denigrarlo: YES, WE CAN!

Ecco come i fascisti manifestano “pacificamente” partendo da casa con le spranghe

Queste immagini che mostrano i fasci partiti da casa con le spranghe ornate di verde, bianco e rosso….e nero, dimostrano come questi avessero intenzione di causare scontri e fossero scesi in piazza con questo obiettivo!!

VERGOGNA!!

C’è anche l’opzione due: forse dal Governo avranno cominciato ad attuare il vergognoso piano Cossiga.

La strategia dell’indagato

Strategia perversa quella usata dalla destra in Parlamento per eleggere il nuovo Giudice della Corte Costituzionale.

Tutto ha inizio quando Veltroni propone alla maggioranza una sorta di patto per eleggere, dopo mesi di attesa, il il nuovo Giudice della Corte Costituzionale ed il Presidente della Commissione di vigilanza Rai. “Il Pdl proponga un nome per la Consulta che sarà appoggiato dal Centrosinistra, per avere successivamente ricambiato il “favore” per l’elezione di Leoluca Orlando alla Vigilanza“.

Sul nome di Orlando esiste infatti un veto da parte della destra, che non vede bene un candidato che può fare un minimo di baldoria in Commissione.

In tutto questo il buon vecchio Walter non aveva però considerato che non stava trattando con dei sempliciotti, ma con la coalizione di Silvio Berlusconi, il peggior Presidente del Consiglio dell’Italia Repubblicana, l’uomo che sta riuscendo a sistemare tutti i problemucci personali attraverso leggi dello Stato apposite.

La maggioranza propone infatti un nome improponibile: Gaetano Pecorella, uno degli avvocati difensori di Berlusconi, nonchè accusato di favoreggiamento per la strage di Piazza della Loggia ed autore di una delle leggine vergogna escogitate dall’entourage berlusconiano, ma per fortuna bocciata dalla Consulta, proprio l’organo a cui ora Pecorella aspirava, forse per evitare che certe bocciature in futuro non accadessero più.

A questo punto Pd ed Italia dei Valori si tirano indietro a sembra naufragare il tutto.

Ma ecco il “colpo di scena” la destra ritira Pecorella e propone un nome alternativo, su cui c’è la convergenza e l’elezione.

Ma i “colpi di scena” non sono ancora finiti, arrivano infatti le dichiarazioni dei capogruppo della maggioranza che invitano Pd e Idv a ritirare il nome di Orlando come loro hanno fatto con quello di Pecorella.

Sembra evidente che la strategia del nome improponibile adottata dalla destra sia servita a poter arrivare a queste dichiarazioni finali. Strategia abbastanza perfida, ma non troppo difficile da prevedere  subito dopo l’uscita del nome di Pecorella.

Morale della favola: “A Veltrò…. a svegliate… ma come si fa a trattà con questi qui?