Franceschini nuovo Segretario del Pd

Dario Franceschini è il nuovo Segretario del Pd. Essendo stato vice segretario e quindi collaboratore più stretto del dimissionario Veltroni, questa soluzione rappresenta la massima continuità con il passato. Che senso hanno avuto allora queste dimissioni?

A Franceschini avrei preferito Parisi, che si era candidato proprio per rompere questa continuità e magari portare avanti una politica che riuscisse ad  unire invece che dividere. Purtroppo forse Parisi risulta molto meno telegenico.

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Le dimissioni di Veltroni. La cronostoria

Il tour elettorale di Walter Veltroni fa tappa a Torino

Dal 2001 al 2006 Berlusconi governava con una forte maggioranza l’Italia.

Dal 2001 al 2006 esisteva l’opposizione al Governo Berlusconi.

Dal 2002 al 2006 il CentroSinistra ha vinto tutte le elezioni.

Dal 2001 al 2006 c’era una Sinistra in Parlamento.

Dal 2001 al 2006 il Pd non c’era e Veltroni era Sindaco di Roma.

Nel 2006 il CentroSinistra vinceva le Politiche e nasceva il Governo Prodi.

Nel 2007 Ds e Margherita si sciolgono, nasce il Pd e Veltroni diventa Segretario.

Nel 2008 cade il Governo Prodi.

Dal 2008  Berlusconi governa con una maggioranza ancora più forte l’Italia.

Dal 2008 se  esiste un”opposizione al Governo Berlusconi, non è certo quella del Pd.

Dal 2008 il CentroSinistra perde tutte le elezioni.

Dal 2008 non esiste più una Sinistra in Parlamento.

Nel 2009 Veltroni si rende (forse) conto di aver fatto una serie di cazzate  e si dimette da Segretario del Pd.

Che fare di quello che fino ad ora è stato un progetto fallimentare come quello del Pd…?

Ognuno è fabbro della sua sconfitta
E ognuno merita il suo destino
Chiudi gli occhi e vai in Africa…… Walterino!


La strategia dell’indagato

Strategia perversa quella usata dalla destra in Parlamento per eleggere il nuovo Giudice della Corte Costituzionale.

Tutto ha inizio quando Veltroni propone alla maggioranza una sorta di patto per eleggere, dopo mesi di attesa, il il nuovo Giudice della Corte Costituzionale ed il Presidente della Commissione di vigilanza Rai. “Il Pdl proponga un nome per la Consulta che sarà appoggiato dal Centrosinistra, per avere successivamente ricambiato il “favore” per l’elezione di Leoluca Orlando alla Vigilanza“.

Sul nome di Orlando esiste infatti un veto da parte della destra, che non vede bene un candidato che può fare un minimo di baldoria in Commissione.

In tutto questo il buon vecchio Walter non aveva però considerato che non stava trattando con dei sempliciotti, ma con la coalizione di Silvio Berlusconi, il peggior Presidente del Consiglio dell’Italia Repubblicana, l’uomo che sta riuscendo a sistemare tutti i problemucci personali attraverso leggi dello Stato apposite.

La maggioranza propone infatti un nome improponibile: Gaetano Pecorella, uno degli avvocati difensori di Berlusconi, nonchè accusato di favoreggiamento per la strage di Piazza della Loggia ed autore di una delle leggine vergogna escogitate dall’entourage berlusconiano, ma per fortuna bocciata dalla Consulta, proprio l’organo a cui ora Pecorella aspirava, forse per evitare che certe bocciature in futuro non accadessero più.

A questo punto Pd ed Italia dei Valori si tirano indietro a sembra naufragare il tutto.

Ma ecco il “colpo di scena” la destra ritira Pecorella e propone un nome alternativo, su cui c’è la convergenza e l’elezione.

Ma i “colpi di scena” non sono ancora finiti, arrivano infatti le dichiarazioni dei capogruppo della maggioranza che invitano Pd e Idv a ritirare il nome di Orlando come loro hanno fatto con quello di Pecorella.

Sembra evidente che la strategia del nome improponibile adottata dalla destra sia servita a poter arrivare a queste dichiarazioni finali. Strategia abbastanza perfida, ma non troppo difficile da prevedere  subito dopo l’uscita del nome di Pecorella.

Morale della favola: “A Veltrò…. a svegliate… ma come si fa a trattà con questi qui?

Politica estiva

Lo so, è un pò troppo che non aggiorno il blog, ma tra sessione di esami e stagione estiva, non ho potuto fare di più.

In questo perido di cose ne sono successe, su molte ci sarebbe da approfondire, cosa che non mi è stata possibile.

C’è chi ha mollato il centrosinistra Siciliano stanco di un minoritarismo inconcludente, della serie “se non riesci a battere il tuo avversario, diventa suo alleato“.

C’è chi dopo oltre un mese dalla sua elezione non è riuscito a mettere su una giunta e si è presentato in solitaria all’insediamento.

C’è chi ha costruito un partito per unire e continua, continua a lanciare anatemi e prendere le distanze dai propri alleati.

C’è chi continua ad onorare nel migliore dei modi il proprio ruolo di Ministro della Repubblica Italiana inveendo contro l’Inno di Mameli e contro i poco ariani professori del Sud, che si permettono di andare a diffondere il proprio barbaro sapere nientedimeno che nell’arianissima padania.

E dulcis in fundo, c’è chi mentre si è messo apposto con la giustizia attraverso le ennesime leggi ad personam ( 1 e 2 ), ha trovato il tempo per risolvere la crisi della monnezza di Napoli andando di tre anni avanti nel tempo !

La fine del dialogo

L’idillio d’amore tra Truffolo e Uolter è finito.

Che per farlo finire ci siano voluti norme salvaRete4, anti intercettazioni, salvaPremier e pesanti dichiarazioni di guerra nei confronti della magistratura è solo un dettaglio, tanto Uolter conosceva già l’animo di scontro di Berlosco. Peccato essersene ricordato solo ora che tutta la posta in gioco è andata.

Menomale che c’è chi si sta organizzando, ripartendo da riferimenti,  di certo non casuali, che non possono che fare piacere.

Claudio Fava nuovo coordinatore Sd per ricostruire un nuovo CentroSinistra

Claudio Fava è stato eletto Coordinatore Nazionale di Sinistra Democratica. Finalmente viene riconusciuto all’Europarlamentare Siciliano quel ruolo di prestigio che avrebbe meritato già da tempo.

Pienamente condivisibili le prime parole da coordinatore di Claudio Fava, per il quale bisogna cominciare a lavorare per ricostruire un nuovo CentroSinistra, sia quelle di Fabio Mussi, per il quale “o il Pd cambia la linea dell’autosufficienza oppure resterà orgogliosamente da solo all’opposizione”.

Da questo punto di vista fanno ben sperare sia l’augurio di Gianni Pittella del Pd, il quale auspica “una possibile cooperazione tra il Pd e le forze riformiste e progressiste, tra le quali, Sinistra democratica ed il Ps”, sia lo scambio epistolare in cui si è programmato un “incontro di lavoro” tra Veltroni e Fava, fra i quali corre un buon rapporto, sin dai tempi della corrente veltroniana nei Ds.

Finite le elezioni e realizzato/confermato che la strategia dell’isolamento del Pd è risultata suicida, auspichiamo in un nuovo percorso che sappia unire, invece che dividere e che possa portare il CentroSinistra a giocarsi quantomeno alla pari il Governo della Nazione con la destra.

Anche Roma va alla destra

Con la netta sconfitta di Francesco Rutelli a Roma, si conclude con la ciliegina sulla torta il capolavoro del Pd

Il centrosinistra riesce a riabilitare il candidato post (o neo?) fascista che nel 2006 si era fermato al 37% dei consensi, (e questo sta ad indicare che una speranza futura c’è anche per la Sicilia 🙂 )

Qualcuno addita la sconfitta di Rutelli al mancato sfondamento al centro del candidato del Pd. Lo stesso Rutelli indica nella ventata di destra il male che ha fermato la sua corsa.

Visti i risultati della Provincia della stessa Roma, pare che il vento abbia colpito solo nel momento in cui si metteva la croce per le Comunali e che Zingaretti sia diventato improvvisamente uomo di centro!!

Molto più realisticamente, la gente vuole una chiara alternativa al sistema del centrodestra. Vuole uomini che non strizzino l’occhio dall’altra parte e che siano alternativi al berlusconismo-pdllismo. Non si riescono a spiegare in un altro modo, gli oltre 60mila che hanno votato Zingaretti, ma non Rutelli.

C’è bisogno di un nuovo centrosinistra che sappia unire e non dividere. Magari non tutti i mali vengono per nuocere, dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior.

Nel frattempo qualcuno si è inventato questa, diamogli una mano, mica ha torto!