Sonia Alfano (IdV): A Ribera (AG) le elezioni sarebbero da rimandare a tempi meno bui. Aggrediti i giovani di S.O.S. Democrazia

S.O.S. Democrazia

Palermo, 20 Mag. “Quanto accaduto è una fotografia della realtà dell’intero Paese. E’ disgustoso e inaccettabile. Il candidato unico è un pericolo per l’Udc e quindi il candidato Pace, attuale vice-presidente della provincia di Agrigento e nipote dell’On. Ruvolo, grande amico del Sen. Cuffaro, ha pensato bene di prendere in giro l’intera cittadinanza facendo presentare al suo amico Smeraglia una lista alternativa, nella quale sono stati inseriti i familiari di Pace, così da garantirsi l’elezione ed evitare il rischio di non raggiungere il quorum“.

Lo dice Sonia Alfano (IdV), in merito al doppio candidato dell’Udc al comune di Ribera (AG), ed all’aggressione subita dal gruppo di ragazzi di ‘S.O.S Democrazia‘ che voleva contestare gli artefici di tale ‘trucchetto’ elettorale.

Questa è la vecchia politica -prosegue Sonia Alfano- quella truffaldina e indecorosa. E’ imbarazzante -sottolinea- sentir parlare ancora di manovre del genere, tra l’altro con ammissione dello stesso candidato Pace, ed è ancora più triste ed imbarazzante sapere che un gruppo di giovani è stato aggredito ad un comizio, tra l’indifferenza dei candidati, solo perchè voleva manifestare il proprio legittimo disappunto. Non si possono vivere le elezioni con questo clima, e quindi sarebbe bene rimandare a data da destinarsi -conclude – magari ad un periodo meno buio per la democrazia“.

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E il candidato sindaco corre contro la mamma e la moglie

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Amministrative Ribera. Il sen. Giuseppe Lumia e l’on Rosario Crocetta (PD) chiedono un’ispezione ministeriale

Rosario Crocetta antimafiaGiuseppe Lumia antimafia

In violazione sostanziale della legge elettorale, a Ribera, il candidato sindaco Carmelo Pace ha chiesto la candidatura di un candidato civetta Lillo Smeraglia. Nella lista di quest’ultimo, sono presenti congiunti diretti quali  moglie, madre e cognato del candidato “ufficiale”. Gli onorevoli Lumia e Crocetta chiedono un’ispezione ministeriale, finalizzata a verificare la validità delle elezioni amministrative di Ribera, dove si sta manifestando una situazione di inaudita gravità, perché dimostra l’assenza totale di pluralismo nella competizione elettorale. Inoltre – concludono i due esponenti del PD –  va verificata la presenza di possibili elementi di condizionamento mafioso sulle elezioni.

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Lo scandalo della lista truffa a Ribera. Breve cronistoria dei fatti.

Premessa

Ribera è una cittadina di circa 20.000 abitanti situata in provincia di Agrigento. In questo momento la città è governata da un commissario nominato dalla regione a causa della sfiducia consiliare che ha colpito il sindaco precedente. Le elezioni amministrative sono state indette per il 30 e 31 maggio del 2010. L’Udc è stata una delle forze che maggiormente ha voluto la sfiducia. I politici più influenti della città sono l’on.le Giuseppe Ruvolo (deputato nazionale Udc e vice-segretario regionale Udc) e l’on.le Totò Cascio (deputato regionale Udc). Originario di Ribera è anche l’eurodeputato Udc Antonello Antinoro.
La legge elettorale prescrive che ogni lista di candidati al consiglio comunale debba obbligatoriamente sostenere un candidato sindaco. In caso contrario la lista viene esclusa dalla competizione.
Nel caso di candidato unico le elezioni sono valide soltanto se almeno il 50% +1 degli aventi diritto al voto decide di esercitarlo. Esiste, cioè, un quorum elettorale.

Fase precedente al deposito delle liste elettorali

Le trattative politiche guidate dagli esponenti dell’Udc approdano ad una alleanza politica denominata “La grande coalizione”. Di questa fanno parte quasi tutti i partiti cittadini: Pdl Sicilia, Mpa, Udc e Pd. Il Pd e le altre forze politiche accettano l’accordo a condizione che il PDL (lealisti) rimanga fuori dallo stesso. Il candidato designato (quasi subito) dalla coalizione è Carmelo Pace, Udc, attuale vice-presidente della provincia di Agrigento e nipote dell’On.le Ruvolo, che si fanno garanti dell’accordo!

Scadenza dei termini per la presentazione delle liste

Il 5 maggio alle ore 12.00 scadono i termini per la presentazione delle liste elettorali. A pochi minuti dalla scadenza dei termini si scopre che il candidato Pace rifiuta l’apparentamento alla componente del Pd con la quale aveva precedentemente siglato l’accordo, si scopre che il PDL nelle ultime ore entra nella grande coalizione in barba a qualsiasi accordo siglato. In questo modo il Pd non ha più il tempo di trovare un candidato alternativo e non può presentare la propria lista di candidati al consiglio comunale. Il Pd rimane clamorosamente escluso. Si scopre anche che gli esponenti politici che non hanno aderito alla grande coalizione non sono stati in grado o non hanno voluto presentare alcun candidato alternativo.

Lo scandalo

Il candidato Pace è l’unico candidato a sindaco della città. A questo punto, dinanzi alla prospettiva di doversi misurare in una sorta di referendum popolare, si scopre che clamorosamente e dolosamente lo stesso aggira di fatto la normativa elettorale sul “quorum” organizzando la presentazione di un candidato “fantoccio” e di una lista di appoggio vergognosa. Il candidato “fantoccio” è il Dott. Lillo Smeraglia, esponente di spicco della stessa Udc e suo fraterno amico. La lista che appoggia il candidato “cuscinetto” è composta da una serie di persone strettamente legate all’atro candidato. Sono candidati nella lista di appoggio a Smeraglia: la moglie, la mamma ed il cognato dell’altro candidato Carmelo Pace.

La prova dell’illegalità

Le dichiarazioni pubbliche rilasciate dallo stesso Carmelo Pace dissolvono ogni residuo eventuale dubbio. In una intervista televisiva rilasciata all’emittente Rmk Pace ammette in modo chiaro ed inequivocabile che Lillo Smeraglia è un candidato finto creato ad arte per evitare il rischio che si potesse non arrivare al raggiungimento del quorum.

Al minuto tre inizia l’ammissione del fatto. Al minuto 4,30 l’ammissione è chiarissima.
Il quorum è stato raggiunto sia alle scorse provinciali, quando, nonostante i candidati fossero molto meno numerosi delle elezioni comunali,
votarono 10.930 persone, pari al 54,78% , sia alle precedenti elezioni comunali, quando votarono 13.627 pari al 67,76 % quindi superiori al quorum del 50%.

Reazioni

Elezioni Ribera, manifesto ritiro candidatura Ciccarello

Nicola Ciccarello, candidato del pdl sicilia al consiglio comunale, ritira la propria candidatura.
Il Pdl Sicilia annuncia il ritiro della propria lista.
Tre candidati di area Pd candidati in una lista civica rimettono la propria candidatura nelle mani del partito.


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Ribera, candidato “fantoccio” dell’Udc?

Alcuni gruppi di protesta immediatamente sorti su facebook:

L’Onorevole, il Nipote e la Testa di Legno

VERGOGNATEVI ( IO CI METTO LA FACCIA..vediamo chi ha le palle)

RIBERESE ESTREMAMENTE INDIGNATO

RIBERA (AG) ELEZIONI 2010. CARMELO PACE DIMISSIONI SUBITO!!!

ELEZIONI DI RIBERA 2010 ( TI PIACE VINCERE FACILE ) PONZI PONZI POPOPò !!!

Le lenzuola con le scritte di protesta apparse in un quartiere popolare molto difficile di Ribera:

Lenzuola protesta elezioni Ribera, Pace Smeraglia

Ribera, candidato Sindaco Udc candida la moglie e la madre contro se stesso. Esplode la polemica.

Riceviamo e pubblichiamo.

Da bambini molti di noi ci cascavano in continuazione: il gioco delle tre carte ci fregava sempre. Stavamo lì a guardare fino alla fine, a sperare di poter minimamente intravedere la carta giusta. Eppure perdevamo sempre, ma la speranza di vincere era viva in noi. Adesso siamo cresciuti e purtroppo il gioco delle tre carte l’abbiamo capito: ammesso e concesso che si faccia con onestà la percentuale di vincita è veramente bassa. Diciamo purtroppo, perché nonostante questo, ancora oggi, qualcuno ha la pretesa di spolverare i vecchi trucchetti da buon giocatore e riproporli nel gioco politico.

Ma noi siamo qui, uniti, per rendere noto che: ce ne siamo accorti e siamo indignati.

Alla Cortese attenzione della Stampa Italiana:

Noi elettorato attivo del Comune di Ribera(Ag) vogliamo denunciare le forti irregolarità nella presentazione delle liste per le elezioni comunali di fine maggio(30/31).  Con prepotenza politica, crediamo che diversi membri della realta‘ politica comunale locale abbiano palesemente raggirato alcuni dei principi fondamentali del sistema elettorale amminitrativo come quelli del rispetto della parita‘ di condizioni tra i diversi partiti e la garanzia del rispetto e presenza delle minoranze all’interno del governo comunale.

Direte voi:dov’è la novità?In effetti ormai è un luogo comune, in particolare per noi siciliani. Che ci volete fare, noi ci indigniamo ancora.

Ma veniamo ai fatti.Oggi, era il termine ultimo per presentare le liste elettorali. Il Comune di Ribera brulicava di gente. Anche se, fino a poco tempo prima, ancora non si sapeva chi fosse lo sfidante dell’unico e indiscusso candidato a sindaco Carmelo Pace (Udc), appoggiato da una super coalizione formata praticamente dall’appoggio di TUTTE le forze politiche presenti sul territorio. Proprio cosi, da destra, sinistra , sotto e pure sopra. .Unico e indiscusso perché nessun altro, a quanto pare, aveva il coraggio o la possibilità di sfidarlo; anzi nello schieramento opposto(Pd) volevano addirittura appoggiarlo. Il carro del più probabile vincitore faceva gola a tutti! Con un solo candidato a sindaco, Pace per vincere avrebbe dovuto superare il quorum 50% + 1. Tuttavia: perchè rischiare che riberesi indignati non si recassero alle urne o consegnassero la scheda bianca? E bidibibù, come per magia, appare lui: Lillo Smeraglia (Udc)

Fino a poco tempo prima il sopracitato Smeraglia era pubblicamente un sostenitore dell’altro candidato a sindaco. Ecco i due sfidanti, pochi mesi prima, dietro la stessa bandiera.



(addirittura tra i messaggi della propria pagina di facebook invita i propri amici a votare per l’altro candidato!!) Che si sia trattato di una rottura? E come mai allora nelle liste di appoggio di Lillo Smeraglia ritroviamo nomi e cognomi dei parenti dell’avversario (In particolare delle MADRE e della MOGLIE) ? Avrà rotto anche con loro?

No, non lo ha fatto. Noi, cittadini riberesi, siamo impossibilitati a votare. Non abbiamo scelta.

Chiediamo pertanto alla stampa di assolvere ai propri doveri, rendendo pubblico il tentativo di raggiro strategico elettorale di questi politicanti. Ci asteniamo poiché ogni nostra preferenza alimenterebbe una pseudo vittoria a danno dei cittadini, mascherata da un imbarazzante perbenismo. E il gioco delle tre carte si ripete: potremmo scegliere ma la vittoria sarebbe solo un’illusione.

Tutti coloro che si sentono riberesi e liberi .


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L’ipocrisia della destra sui manifesti

Pubblico questo manifesto del Pd per sottolineare tutta l’ipocrisia degli esponenti della destra che dopo uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, dieci, undici esempi di manifesti  ed uno, due, tre esempi dai giornali della famiglia berlusconi, definiscono da Brigate rosse l’iniziativa del Pd.

i manifesti riportati sono solo alcuni di quelli trovati in rete, se qualcuno volesse approfondire, di sicuro ne troverà ancora molti altri

Il vergognoso raduno leghista e la Festa della Repubblica

Si è svolto come ogni anno a Pontida il raduno della Lega Nord.

Tra bandiere verdi, va pensiero ed esaltazione della purezza dei Padani si è vista anche qualche maglietta da buon Partito di Governo:

Sarebbe bello conoscere l’opinione dei post-fascisti alleati di Bossi come Fini ed Alemanno su questa vergognosissima maglietta.

Tema centrale della giornata: il federalismo fiscale ovvero ognuno decida come meglio crede di spendere i soldi in casa propria. Ma se lasciar decidere agli enti locali come spendere il proprio denaro è la soluzione a tutti i mali, allora perchè abolire (naturalmente a spese del Sud) la tassa più federalista che ci sia, ovvero quell’ICI che rappresentava per i Comuni (e quindi per gli enti LOCALI) una grande fetta delle entrate?

Senza tralasciare il fatto che Berlusconi debba ancora spiegare come farà a far convivere la riforma tanto acclamata da Bossi con la fiscalità di vantaggio di Lombardo, che è l’esatto contrario del federalismo fiscale.

Come ogni appuntamento leghista che si rispetti non poteva di certo mancare l’ormai classica minaccia di Bossi, che questa volta sembra non parlare di fucili, ma quantifica l’esercito padano in “centinaia di migliaia di uomini, forse milioni” e lancia l’ultimatum “o federalismo o l’attacco

Ma la perla della giornata spetta a Calderoli…. e come poteva essere il contrario?

Il Ministro della delegificazione del Governo Berlusconi 4 esclama: “non succeda di nuovo che una riforma approvata dal Parlamento ci venga fregata dal referendum”.

Ora il referendum è il più grande esercizio della Democrazia. E’ forse più democratico che meno di 1000 deputati nominati dalle segreterie di partito formulino una riforma oppure che tutti gli Italiani esprimano il proprio parere in merito?

Se 2+2=4 pare che la Lega sconosca la Democrazia, ma forse la paura è un’altra…la paura è che lo stesso Nord si rivolti contro l’egoismo leghista come già successo con il referendum del 2006.

Nel giorno della celebrazione della Festa della Repubblica non possiamo che gridare forte:

Viva l’Italia, unica, Repubblicana e Tricolore!

Italia 2008, morto per mano nazifascista

Se ne va Nicola Tommasoli, il giovane picchiato a morte da un gruppo di neo-nazifascisti a Verona.

Dal racconto degli amici di Nicola, sopravvissuti al raid squadrista, si evince la crudeltà e la gratuità con la quale la violenza, perno della cultura nazifascista, venga dispensata ancora oggi in Italia da certi gruppi di estrema destra.

Da rabbrividire le parole del Presidente della Camera Gianfranco Fini che tenta di sminuire sulla gravità dell’accaduto.

Un’ulteriore vergogna, che non fa certo onore alla vita di un povero ragazzo, morto a 29 anni per aver rifiutato di offrire una sigaretta a dei nazifascisti.

Addio Nicola