Partecipare in prima persona per
migliorare la realtà in cui viviamo, incontrare persone diverse che hanno valori
in comune, lottare per la giustizia, la libertà e la democrazia.
“Quando si pretende che lo scontro politico sia tra il bene e il male, allora questo seme di odio e di possibile vendetta può attecchire non solo nella mente di un pazzo”
«La mano di chi ha aggredito Berlusconi è stata armata da una spietata campagna di odio, condotta da un network composto dal gruppo editoriale Repubblica-L’Espresso, dal mattinale delle procure Il Fatto, dalla trasmissione di Santoro Annozero e da quel terrorista mediatico di nome Travaglio»
Migliaia di famiglia distrutte dalla disoccupazione, dal precariato e dalle morti bianche e a nessuno gliene fotte un cazzo. Un coglione rompe il muso a Berlusconi e tutti sono scioccati ed indignati.
Ma, ad esempio, i torturati del G8 di Genova dovrebbero provare qualche forma di indignazione per tutto ciò?
La trascrizione delle parole del Presidente della Camera Gianfranco Fini in un fuorionda:
Fini (riferendosi ad Aldo Pecora):“Lui è un creativo nato, perché il movimento lo ha chiamato ‘Ammazzateci tutti’… e sì… il talento è quello”
Pecora nell’ambito del suo discorso afferma: “Noi siamo di passaggio, qua nessuno è eterno, non si vive in eterno”
E allora Fini commenta: “… se ti sente il Presidente del Consiglio si incazza”
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Fini: “Sono un ragazzaccio io… come dicevano i greci… poco se mi giudico molto se mi confronto… è così, sembra una battuta invece è una massima di vita. E’ l’umiltà e nello stesso tempo la consapevolezza di vivere”
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Fini: “Per i ragazzi come questi (riferendosi a Pecora) .. è chiaro che una delusione a 23 anni, non alla nostra età, ti toglie qualunque possibilità di credere nella vita”
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Fini, rivolgendosi a Pecora: “Con la giacca e la cravatta sei ancora più bravo”
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Fini:“E’ che con i ragazzi non parli con le parole ma con gli esempi”
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Fini: “Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza (ndr il pentito Gaspare Spatuzza)… speriamo che lo facciano con uno scrupolo tale da… perché è una bomba atomica”
Trifuoggi: “Assolutamente si… non ci si può permettere un errore neanche minimo”
Fini:“Si perché non sarebbe solo un errore giudiziario, è una tale bomba che… lei lo saprà .. Spatuzza parla apertamente di Mancino, che è stato ministro degli Interni, e di … (ndr Berlusconi?)… uno è vice presidente del CSM e l’altro è il Presidente del Consiglio…”
Trifuoggi: “Pare che basti, no”
Fini: “Pare che basti”
Trifuoggi:“Però comunque si devono fare queste indagini”
Fini:“E ci mancherebbe altro”
Fini: “No ma lui, l’uomo confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di… qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo… magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento… siccome è eletto dal popolo…
Trifuoggi: “E’ nato con qualche millennio di ritardo, voleva fare l’imperatore romano”
Fini: “Ma io gliel’ho detto… confonde la leadership con la monarchia assoluta…. poi in privato gli ho detto… ricordati che gli hanno tagliato la testa a… quindi statte quieto”
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Fini applaude Nino Di Matteo ed esclama “Bravo”.
Adesso caro Gianfranco dai un seguito alle tue parole e prendi le distanze da chi “confonde il consenso popolare con una sorta di immunità” altrimenti resti il solito incoerente arrivista.
Al giornalista che gli chiedeva una semplice dichiarazione in merito alla vicenda, il medico dell’Udc ha però risposto malamente:“non ti permettere più a farmi domande del genere”. Roba da regime…
Alla redazione di RMK, che ha ricevuto anche la solidarietà dell’Assostampa, vanno i complimenti per la fermezza e per aver comunque dato risalto alla vicenda. In un sistema di informazione ampiamente al servizio dei potenti, gli spiragli di libertà vanno apprezzati.
Egr. On.Calearo,
premetto che in democrazia ognuno è libero di fare le scelte che ritiene opportune e non sto qui a criticare la sua di abbandonare il progetto del Pd.
Vorrei però farle notare che dato che non si riconosce più nel progetto la prima cosa da fare dovrebbe essere abbandonare tutti gli incarichi ottenuti dalla militanza nel Pd, a cominciare dal seggio alla Camera.
Con la legge elettorale vigente, nessun eletto ha “voti propri” in quanto non è possibile esprimere preferenze, ma ci si può limitare solo a mettere una croce su un simbolo di Partito.
Mantenere il suo seggio Parlamentare, sarebbe irrispettoso nei confronti degli elettori che hanno votato per il Partito Democratico alle ultime elezioni e che hanno diritto ad essere rappresentati in Parlamento da un esponente del Pd.
Distinti saluti.
Copia-incollate la seguente lettere ed inviatela all’indirizzo calearo_m@camera.it
rispondo alla sua, come alle altre mail che richiedono le mie dimissioni dal Parlamento. Questa richiesta è infondata; cercherò di risponderle con gentilezza e precisione.
Il PD ha eletto circa 340 Parlamentari. Anche lei potrà convenire che nel 2008 io sono stato candidato ed eletto grazie ai consensi, la storia politica e l’integrità delle mie convinzioni ed azioni: rispetto al risultato elettorale del PD, questo patrimonio non è stato pari né a un ventesimo, né a un trecentoquarantesimo! Non trova?
Né potrebbe definirmi un “nominato”: pur non avendo potuto ottenere – come tutti – consensi personali, a causa della pessima legge elettorale, ho piuttosto concorso a “nominare” parecchie decine di deputati e senatori in virtù della forza dei consensi di cui ero portatore, a vantaggio del PD.
Se fosse questo il tema, dunque, sarei largamente “in credito”; considerando il largo numero di militanti, eletti ed elettori che mi seguirono nel 2008 a sostegno del PD e che, purtroppo, non potranno partecipare a quel disegno di un grande Partito Democratico aperto, inclusivo e in crescita che ha rappresentato l’aspirazione di tanta parte della mia vita politica. Per realizzarlo non ho esitato a sciogliere il partito di cui ero il Presidente eletto, la Margherita – DL, un partito che non è mai sceso sotto il 10% dei voti. Spero anch’io che avremo un Parlamento in cui ciascuno possa eleggere direttamente il proprio rappresentante (anche se non mi illudo che la destra lo renderà facilmente possibile).
Le ricordo due ultime cose, che non tutti probabilmente conoscono. Io sono sempre stato eletto con voto popolare: Sindaco di Roma, con i più ampi consensi mai ricevuti in tutte le elezioni tenute nella Capitale in questi 16 anni (ma anche nelle elezioni perdute due anni fa, con oltre centomila voti dati solo alla mia persona e alle liste con il mio nome) e, in tutte le altre elezioni, in base a voti di preferenza o in collegi uninominali. A quanti poi osservano che in trent’anni, prima del PD, io ho aderito a tre partiti (radicali, verdi, Margherita), faccio notare che non si tratta proprio di un’anomalia. E faccio un paio di esemplificazioni. La Bindi – come tutti gli ex democristiani – ha aderito a: DC (dall’inizio, con Andreotti), PPI, Margherita; Pierluigi Bersani, al PCI, al PdS, ai DS. Non è certamente titolo di demerito per loro, né per me.
Mi auguro che il PD possa avere buoni risultati. E spero di contribuire a portare nuove energie e speranze, in un cammino che giudico indispensabile per sconfiggere il populismo di destra, e per rendere migliore il nostro paese.
Grazie, con i migliori saluti,
Francesco Rutelli
Questa l’immediata controreplica:
Egr.Sen.Rutelli,non mi reputo per nulla soddisfatto dagli argomenti portati a suo favore.
Mi permetto di obiettarLe qualcosa: ad esempio che la Sinistra l’Arcobaleno con 1.124.418 voti o la Destra con 899.835 voti sono fuori dal Parlamento.
Il suo consenso personale certamente non è quantificabile, dato che quando è stato candidato per la carica di Sindaco o in un collegio uninominale era espressione di una coalizione e non da solo contro tutti. Anche Vendola, Fava o Storace in passato raccolsero tanti consensi, ma ad oggi non stanno in Parlamento.
Se vuole realmente pesare il suo consenso abbia la pazienza di aspettare nuove elezioni, ma nel frattempo si dimetta e rispetti gli elettori del Partito Democratico che hanno il diritto di essere rappresentanti da un esponente del Pd.
Ed ancora cita i passaggi della Bindi o di Bersani, ignorando che quei passaggi sono stati naturali in quanto i Partiti a cui erano precedentemente iscritti si sciolsero, mentre i Radicali o i Verdi sono partiti attivi ancora oggi. Il paragone non calza per nulla.
premetto che in democrazia ognuno è libero di fare le scelte che ritiene opportune e non sto qui a criticare la sua di abbandonare il progetto del Pd.
Vorrei però farle notare che dato che non si riconosce più nel progetto la prima cosa da fare dovrebbe essere abbandonare tutti gli incarichi ottenuti dalla militanza nel Pd, a cominciare dal seggio al Senato.
Con la legge elettorale vigente, nessun eletto ha “voti propri” in quanto non è possibile esprimere preferenze, ma ci si può limitare solo a mettere una croce su un simbolo di Partito.
Mantenere il suo seggio Parlamentare, sarebbe irrispettoso nei confronti degli elettori che hanno votato per il Partito Democratico alle ultime elezioni e che hanno diritto ad essere rappresentati in Parlamento da un esponente del Pd.
Si lo so, è un bel po’ che non aggiorno il blog, in questo lasso di tempo ho preso una importante decisione, quella di contrastare la maggioranza berlusconiana aderendo ad un grande Partito.
Ho perciò aderito al Partito Democratico e per le primarie del 25 ottobre sostengo la candidatura di Pier Luigi Bersani affinchè il Pd da principale partito d’opposizione diventi in futuro principale partito di Governo.
E poi ti dicono: "Tutti sono uguali, Tutti rubano alla stessa maniera" Ma è solo un modo per convincerti A restare chiuso dentro casa quando viene la sera; Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone La storia entra dentro le stanze, le brucia, La storia dà torto e dà ragione. La storia siamo noi. (Francesco De Gregori)